giovedì 19 settembre 2013

Viva Kurdistan!


Azadiya chiude e ti invita a seguire la lotta del popolo kurdo sul sito della Rete Kurdistan

giovedì 18 luglio 2013

Delegazione italiana in Sud Kurdistan (Nord Iraq) dal 28 settembre al 6 ottobre 2013

Anche quest'anno l' associazione "Verso il Kurdistan onlus" organizza un viaggio di conoscenza e di solidarietà in Sud Kurdistan (Nord Iraq), visitando luoghi e città che hanno fatto la storia dell'umanità, ma anche incontrando personalità politiche, associazioni, intrecciando rapporti e progetti futuri. Avremo la possibilità di monitorare e fare il punto sul nostro progetto "Hevi U Jiyan - La speranza e la vita" per la costruzione di un piccolo ospedale nel Campo profughi di Mahmura. leggi su  versoilkurdistan.blogspot.it 

mercoledì 17 luglio 2013

Giornalista curda condannata ad un anno di carcere per aver rivelato il nome del poliziotto che torturò un quattordicenne kurdo nel 2008


Dal 2008, Hamdiye Çiftçi, giornalista curda, sta pagando duramente il diritto alla libertà di stampa, per aver ripreso, diffuso e denunciato sui media nazionali ed internazionali le violenze della polizia contro il quattordicenne Cüneyt Ertuş. Dopo essere stata detenuta per due anni nell’ambito delle operazione KCK, Çiftçi è stata condannata ad un altro anno di carcere, con l'accusa di aver rivelato il nome dell’agente di polizia che spezzò il braccio del bambino ma mai condannato per tale atto. Nel 2008, durante le celebrazioni del Newroz nella provincia curda di Colemêrg (Hakkari) Cüneyt Ertuş un ragazzo kurdo di 14 anni fu sottoposto ad una brutale violenza da parte della polizia. La giornalista kurda, Hamdiye Çiftçi riprese le cruenti immagini. Successivamente le riprese furono usate come prova contro di lei quando fu arrestata, nell'ambito del caso KCK e detenuta per 2 anni. E’ di oggi la notizia che per Çiftçi è stato richiesto un ulteriore anno di carcere con l’accusa di “aver rivelato il nome dei funzionari statali, coinvolti nella guerra contro il terrorismo." Il processo è stato rinviato al 16 luglio. Durmuş Yiğit, procuratore della provincia curda di Van, nel suo atto di accusa contro Hamdiye Çiftçi dichiara che "è un membro di un'organizzazione terrorista."

lunedì 8 luglio 2013

Brutale assalto della polizia ad Istanbul contro i manifestanti per Gezi Park

Sabato 6 luglio i manifestanti di Gezi Park sono tornati a Taksim, e di nuovo la polizia li ha attaccati con la massima violenza. E’ stato il punto culminante di una sequenza di mobilitazioni, che questa volta avevano visto saldarsi fra di loro movimenti eterogenei, tra cui in particolare la protesta kurda contro l’assalto omicida della polizia a Lice, in cui aveva perso la vita il diciottenne kurdo Medeni Yıldırım. Sabato la polizia ha di nuovo usato gas ed idranti. C’erano anche picchiatori in abiti civili che btandivano dei machete. La manifestazione era stata convocata in occasione di una recente vittoria del movimento di Gezi Park. Infatti, dopo il ricorso del governo contro la sospensione dell'esecuzione della costruzione della Caserma Topçu, il 1° Tribunale Amministrativo di Istanbul, con decisione del 6 giugno aveva revocato il progetto di Pedonalizzazione di Taksim. Ma la polizia già un’ora prima aveva occupato in forze tutta la zona, attaccando la popolazione. Di nuovo molti i feriti, almeno una sessantina i manifestanti portati in custodia cautelare. Colpiti con particolare accanimento i giornalisti presenti. Sino quasi a mezzanotte sono continuati gli attacchi della polizia. Un’altra manifestazione è in preparazione ad Istanbul, al quartiere Kadiköy, ed altre sono attese ad Ankara ed in altre città. Secondo le valutazioni della stessa polizia, sino ad’ora circa due milioni e mezzo di persone sono scese in strada in circa 80 città della Turchia a reclamare le dimissioni di Erdogan. Quattro i morti (tre manifestanti ed un poliziotto), ottomila i feriti.

mercoledì 3 luglio 2013

La polizia attacca la manifestazione del BDP a Diyarbakir

www.retekurdistan.it - La manifestazione che il BDP (Partito della Pace e della Democrazia) ha organizzato ieri nella principale città kurda Amed è stata proibita dalla polizia poiché i manifestanti esibivano striscioni e bandiere “illegali”, quelli del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e del KCK (Unione delle Comunità Kurde). Decine di migliaia di persone si sono radunate di fronte all’ufficio del BDP per partecipare alla manifestazione, organizzata per invitare il Governo ad affettuare passi urgenti nell’ambito del processo di soluzione in corso. Migliaia di persone hanno partecipato anche ad altre tre manifestazioni, organizzate ad Adana, Mersin ed Antep per chiedere una soluzione democratica e pacifica alla questione kurda. I manifestanti hanno inoltre condannato fermamente l’attacco del 28 Giugno avvenuto presso il villaggio di Yakacık (Lice), in cui una persona è stata uccisa (Medeni Yıldırım, diciotto anni) ed altre dieci sono state ferite. Dopo aver circondato la folla di fronte all’edificio del BDP con veicoli anti-sommossa, le unità di polizia hanno attaccato i manifestanti ad Amed con gas lacrimogeni e getti d’acqua ad alta pressione; i partecipanti insistevano nel cominciare il loro corteo verso Koşuyolu Park.

lunedì 1 luglio 2013

Aggressione militare a Lice

Soldati turchi della postazione militare di guardia di Yakacık hanno aperto ieri il fuoco su centinaia di persone che stavano protestando contro la costruzione di altre postazioni nel villaggio all’interno del distretto di Lice (Diyarbakır). Una persona è morta ed altre otto sono state gravemente ferite nell’attacco di ieri. Jiyan Bulut, Nihat Kocakaya e Nebi Aslan, a loro volta feriti, stanno ancora ricevendo cure mediche presso la Facoltà di Medicina dell’ospedale universitario Dicle; Metin Bulut e Ronida Pervane sono in cura presso l’ospedale di Ricerca di Diyarbakır ed altre tre persone, İsmail Pehlivan, Ramazan Çakıl e Dinar Demir presso l’ospedale pubblico di Lice.
Medeni Yıldırım, il giovane gravemente ferito nell’attacco, ha perso la vita in serata dopo essere stato condotto presso l’ospedale pubblico di Lice. Il corpo di Yıldırım è stato in seguito trasportato presso l’ospedale pubblico di Diyarbakır per eseguire l’autopsia, accompagnato da centinaia di persone che scandivano lo slogan “Şehid namirin” (i martiri sono immortali).

sabato 29 giugno 2013

Sabato 29 Giugno alle ore 19 in Piazza Taksim a Istanbul

La Piattaforma per la Solidarietà con Taksim ha lanciato un appello pubblico per organizzare una manifestazione il 29 Giugno Sabato alle ore 19:00 in Piazza Taksim, Istanbul, la decisione si basa sulle decisioni prese all'interno delle assemblee pubbliche in diversi quartieri.
Nell'appello si leggono queste righe: "Contro il rilascio del poliziotto che ha ucciso Ethem Sarisuluk, contro il fatto i responsabili di altri morti e torturati vengano difesi dal potere, contro il fatto che Tayyip Erdogan difenda gli attacchi della polizia e li agevoli, contro le operazioni della polizia verso i resistenti che finisco spesso con le detenzioni provvisorie oppure degli arresti. Scenderemo in piazze per chiedere giustizia". Nell'appello si comunica che il 1 Luglio presso il Palazzo di Giustizia di Caglayan sarà consegnata una denuncia collettiva contro la violenza della polizia. Fonte: www.sendika.org 

martedì 25 giugno 2013

Erdogan elogia la polizia. E’ caccia al manifestante

contropiano.org - Erdogan elogia la polizia, i servizi segreti indagano sul ‘complotto straniero’. Altri 20 attivisti arrestati per 'terrorismo' mentre un tribunale scarcera il poliziotto che ad Ankara aveva sparato ad un manifestante, uccidendolo. Non si ferma l’escalation repressiva lanciata dal governo Erdogan contro le opposizioni e gli attivisti del movimento di protesta manifestatosi nelle strade turche a partire dalla difesa del Gezi Park di Istanbul. leggi tutto su www.contropiano.org

Öcalan: Il processo di soluzione democratica è entrato nella seconda fase

UIKI ONLUS - Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha tenuto il suo undicesimo incontro con una delegazione del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) lunedì. Il co-presidente Selahattin Demirtaş e il capogruppo al parlamento Pervin Buldan hanno preso parte all’incontro di ieri della delegazione con il leader curdo. I vertici del BDP hanno divulgato il messaggio di Öcalan reso pubblico con una dichiarazione scritta pubblicata martedì. Nella dichiarazione, Öcalan afferma quanto segue; http://www.uikionlus.com/ocalan-il-processo-di-soluzione-democratica-e-entrato-nella-seconda-fase

venerdì 21 giugno 2013

Piazza Taksim dossier violenza della polizia

turchia.over-blog.com - Sin dai primi giorni della rivolta in rete circolavano le immagini della violenza alla quale si assisteva durante gli scontri per le strade della Turchia.
Ecco alcuni:
un manifestante beccato nel dehor di un locale nella città di Ankara. poliziotti continuano a picchiarlo e lui chiede quasi piangendo di smettere con i colpi.
un video che abbiamo pubblicato precedentemente su questo blog. oltre vedere che la polizia prende a calci un manifestante spara anche in aria ed uno viene colpito. successivamente la persona che è stata colpita ossia Ethem ha perso la sua vita grazie ad una pallottola vera.
qui invece si vede nettamente che un gruppo di poliziotti prendono a calci una persona già sdraiata per terra e non reagisce

mercoledì 19 giugno 2013

Turchia: dietro alla violenza della polizia

di Luigi Vinci - Ho osservato in un precedente articolo come la Turchia sia culturalmente scissa tra due anime, quella islamica e quella laica, e lo sia in modo profondo e, allo stato delle cose, difficilmente conciliabile.  Appare oggi solo mediabile, seguendo le oscillazioni del rapporto di forze tra le rappresentanze fondamentali delle sue anime: quella, oggi, del partito islamico AKP e quella, storica, autoritaria dei militari, del grosso della magistratura, a partire dalla Corte Costituzionale, e del grosso dei quadri della burocrazia statale, dei governatori locali, ecc.Sul versante laico non ci sono però solo militari, magistratura, ecc.: in posizione completamente smarcata, rappresentando una tendenza che vorrebbe il passaggio a un’effettiva democrazia parlamentare (oggi ce ne stanno solo il simulacro, la vernice, la chiacchiera pubblica, la propaganda verso l’Europa, come i fatti di piazza Taksim mettono in tutta evidenza), è anche quel tanto di società civile semisviluppata (esiste solo nelle città): i media(pavidi e opportunisti, certo: ma più liberi, paradossalmente, che in Italia), le (potenti) associazioni per i diritti umani, la confindustria locale, il tessuto scolastico pubblico, la Corte di Cassazione (un’autentica perla nel porcile giudiziario: è una sorta di tritacarne di condanne barbariche), il partito curdo legale BDP.

martedì 18 giugno 2013

Il messaggio del subcomandante Marcos a piazza Taksim


"A tutti i cittadini del mondo, fratelli, sorelle, donne, uomini, persone senza fissa dimora, persone povere, ci hanno chiesto quanti sono gli zapatisti, e abbiamo sempre detto loro che sono centinaia di migliaia di persone là fuori che lottano per i loro diritti e le libertà.
Ora, oggi, sentiamo che sulle terre anatoliche, la terra dei turchi, curdi, circassi, armeni, Laz, e molti di più di quanto io possa contare, ci sono migliaia di persone in maschera che vogliono vivere con onore per salvare la libertà.
Come i fratelli curdi, compagni che hanno combattuto una lotta onorevole.
Sapevamo che non eravamo isolati, eravamo milioni di noi là fuori e oggi non siamo soli da quando abbiamo iniziato a combattere. Oggi ci stiamo moltiplicando.
Sentiamo che la gente in Turchia urla "Ya Basta!" e sono in rivolta per difendere la loro dignità contro l'oppressiva sentenza del governo turco.
La Grande Istanbul, capitale di grandi maestri nel corso della storia, è oggi la capitale della rivolta, ed è diventata la voce degli oppressi. Vediamo per le strade della grande Istanbul una città di donne, bambini, uomini, omosessuali, curdi, armeni, cristiani e musulmani.
Quelli che sono stati umiliati, oppressi, ignorati per decenni dal loro governo ora dicono "siamo qui."
Siamo entusiasti!
Non abbiamo mai voluto un nuovo governo, un nuovo governo o un nuovo primo ministro.
Abbiamo solo chiesto rispetto.
Volevamo che il governo rispettasse le nostre richieste di libertà, democrazia e giustizia.
Per questo in Turchia resistono da giorni: ora partendo da quello in carica, e a seguire tutti i governi che saranno al potere, noi vogliamo che tu rispetti le nostre richieste di libertà, democrazia e giustizia!
E se non lo fai, noi, che siamo i proprietari dei diritti e delle libertà, staremo contro di te, ci batteremo per le strade fino a quando non impari a rispettarci.
Non vogliamo troppo, vogliamo solo che siano rispettati i nostri diritti.
Perché sappiamo come vogliamo vivere, sappiamo bene come vogliamo governare e essere governati.
Noi vogliamo governare noi stessi e decidere di noi stessi.
E noi da qui accogliamo i cittadini turchi che si battono per una vita onorevole, e vogliamo dire che il fuoco della rivolta si è riscaldato in Chiapas.
Solidarietà a quelli che hanno salvato la storia del passato e del futuro e che sono indotti a salvarla dal presente."

mercoledì 5 giugno 2013

Empatia selettiva e pericoloso nazionalismo: “Kurdi terroristi, turchi rivoluzionari?”

dilar91.blogspot.de
Non sto mettendo in nessun modo in discussione la legittimità delle proteste di Gezi Park. Le gigantesche manifestazioni di Istanbul, che si sono ormai diffuse in tutto il paese, mostrano il crescente dissenso tra la persone in Turchia contro le orribili violazioni dei diritti umani e le leggi autoritarie del governo. Queste proteste hanno bisogno di solidarietà – sono sviluppi necessari e positivi. Ed era ora!
Tuttavia, senza attaccare il movimento, devo chiedere ai media globali: dove eravate durante le migliaia di proteste e rivolte kurde che hanno preceduto #OccupyGezi? I kurdi sono stati uccisi, picchiati, attaccati con gas lacrimogeni, arrestati, torturati per le loro proteste (con il sostegno popolare) per decenni in Turchia, in maniera molto peggiore di quanto vediamo nelle immagini di oggi. Milioni di kurdi hanno occupato le strade in Turchia quest’anno e questo genere di violenza terrificante della polizia non è affatto nuovo per loro. La differenza è che a nessuno importava. Perché? leggi tutto su retekurdistan.it

La memoria

8 giugno 2012 Giovane ucciso dalla polizia a Yüksekova
Ozgur Tasar, di 15 anni, è stato colpito da un proiettile sparato dalla polizia mercoledì scorso. La polizia ha sparato proiettili veri contro giovani kurdi a Yüksekova (Hakkari), che in centinaia stavano partecipando al funerale del guerrigliero del PKK Cengiz Ozek (Eris Dildar).

21 giugno 2012 Violenza della polizia turca contro un giovane kurdo
Ahmet K. Che è stato ripreso in un video dove viene violentemente picchiato da un gruppo di ufficiali di polizia nel distretto Fatih di Istanbul. Ha raccontato di essere stato pestato per aver parlato in kurdo al telefono con suo fratello.

19 marzo 2012 Istanbul: ucciso dalla polizia dirigente kurdo del BDP
Hacı Zengin, di 57 anni, ha perso la vita domenica ad Istanbul in seguito al feroce attacco della polizia sulla folla che stava per celebrare il Newroz (Capodanno kurdo). Il dirigente del BDP era segretario della sede del partito di Arnavutköy. È stato riferito che è stato colpito da un candelotto di gas lacrimogeno lanciato dalla polizia. Istanbul ieri è diventata un campo di battaglia con la polizia determinata a non lasciare che la gente festeggiasse il Newroz.

4 dicembre 2011 Studente ucciso dalla polizia a Diyarbakir
Uno studente universitario di 21 anni Murat Eliboz è stato ucciso dalla polizia durante le manifestazioni di ieri nel quartiere Bağlar di Diyarbakır. Dicle News Agency riporta che Eliboz è stato preso di mira durante l'intervento della polizia contro i manifestanti riuniti per la campagna "Io sono qui. Sto difendendo la mia volontà". La polizia ha usato bombe a gas e proiettili veri, e non c'è stato nulla da fare nonostante l'intervento immediato di un medico. L'autopsia ha confermato l'uso di proiettili veri da parte della polizia.

sabato 4 maggio 2013

Settanta arrestati e oltre duecento feriti ai festeggiamenti per il Primo Maggio ad Istanbul

La studentessa diciassettenne Dilan Alp e la ventisettenne Meral Dönmez stanno lottando per la vita all’ospedale dopo essere state colpite entrambe alla testa da un candelotto di gas lacrimogeno, lanciato dalla polizia ieri a Istanbul. La Dönmez ha subito un’emorragia cerebrale. Secondo l’avvocato Evrim Deniz Karatana della ÇHD (Associazione degli Avvocati Contemporanei), Meral Dönmez è stata colpita intenzionalmente dalla polizia mentre stava per annunciare un comunicato stampa per il Primo Maggio. La piazza centrale di Istanbul,Taksim, è stata testimone di uno dei più brutali interventi di polizia degli ultimi anni in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori, in seguito all’interdizione dell’area da parte del Ministero degli Interni a causa dei lavori di ristrutturazione in corso. Migliaia di persone sono state coinvolte in scontri con la polizia quando hanno iniziato a dirigersi in corteo verso la piazza nelle prime ore della mattinata. In seguito gli scontri si sono estesi e sono durati fino al pomeriggio. Secondo il DİSK, oltre duecento persone sono state ferite ed altre settanta sono state arrestate ieri ad Istanbul. I servizi di nave e traghetto del trasporto pubblico, che fanno la spola tra la parte orientale e quella europea della città, sono stati fortemente limitati per impedire alla folla di recarsi a piazza Taksim. Un elicottero della polizia ha effettuato un volo a bassa quota per tutto il giorno, informando le forze dispiegate nella zona sulla coordinazione dei gruppi e lanciando gas lacrimogeni sui manifestanti. Un gruppo di membri del sindacato Hak-İş, vicino al Governo, ha ottenuto il permesso di entrare a piazza Taksim, dove ha lasciato una corona di fiori: ció ha portato a reazioni da parte dei rappresentanti di molti altri sindacati. Il brutale attacco della polizia ha preso di mira anche i giornalisti che stavano riportando i fatti accaduti nella zona. Secondo il membro del Consiglio Esecutivo della sede di Istanbul dell’IHD (Associazione per i Diritti Umani), l’avvocatessa Gülizar Tuncer, le persone arrestate ieri sono state trattenute in manette alla Direzione di Polizia di Istanbul. Tra di loro vi sarebbero anche bambini e feriti. Secondo dati non-ufficiali pubblicati dalla ÇHD, decine di persone sono state condotte ieri in ospedale per cure mediche; tre di loro (Serdal Gül, Dilan Alp e Fehmi Oran Meşe) stanno affrontando condizioni critiche. I deputati di Istanbul del Partito della Pace e della Democrazia (BDP) si sono recati all’Ospedale di Formazione e Ricerca di Taksim per ottenere informazioni sulle condizioni mediche di Dilan Alp. ANF Istanbul

mercoledì 17 aprile 2013

Demirtaş: la strada per la pace è ancora lunga

 
Parlando con l’agenzia di notizie Etkin News (ETHA) dei recenti sviluppi nel processo in corso per una soluzione della questione kurda, il co-Presidente del Partito della Pace e della Democrazia (BDP) Selahattin Demirtaş ha detto che la creazione della Commissione Parlamentare di Monitoraggio e della Commissione di esperti è stata un importante progresso; “tuttavia le commissioni non hanno soddisfatto le richieste evidenziate all’inizio del processo, in favore della creazione di un meccanismo che garantisca un’assicurazione legale per la azioni da intraprendere per raggiungere una soluzione democratica e pacifica. Entrambe le Commissioni rappresentano sviluppi concreti con l’obiettivo di coinvolgere il Parlamento nel processo e di consentire la legittimità delle esigenze di quest’ultimo. Il quarto pacchetto di riforme giudiziarie potrebbe parzialmente rimediare ai problemi esistenti nel paese; questi passi dovrebbero essere considerati come una parte del processo, che avanzerà passo dopo passo. Bisognerebbe eliminare completamente la legge anti-terrorismo ma c’è necessità di intraprendere alcuni piccoli passi prima”. leggi tutto su www.uikionlus.com

Trenta persone rilasciate nell’ambito del caso KCK di Mersin

www.uikionlus.com - Trenta persone sono state rilasciate nella tarda serata di ieri in seguito alla seconda udienza del caso KCK (Unione delle Comunità Kurde) di Mersin, tenutasi presso la Decima Alta Corte Penale di Adana. Quarantadue persone processate nell’ambito del cosiddetto caso KCK erano state arrestate lo scorso Settembre a Mersin con l’accusa di “leadership e appartenenza all’organizzazione KCK”. 30 persone erano in custodia dal momento dell’operazione, che ha colpito membri del BDP (Partito della Pace e della Democrazia), del DTK (Congresso della Società Democratica), del MKM (Centro Culturale della Mesopotamia), dell’IHD (Associazione per i Diritti Umani), del Centro di Consulenza Ishtar per la Solidarietà Femminile, affiliato alla municipalità del BDP di Akdeniz, e dell’associazione Femminile Kibele. Tra le persone rilasciate ci sono il reporter della DIHA (Dicle News Agency) Ferhat Arslan, rappresentanti e membri del BDP di Mersin, il Presidente della sezione di Mersin dell’IHD Ali Tanrıverdi, la Coordinatrice di Ishtar Gülhan Yağ e la Consulente Stampa Roza Yaruk, il Presidente di sezione del KURDÎ-DER Selahattin Çam. Il tribunale ha ordinato per gli accusati il divieto di lasciare il paese ed ha aggiornato il processo al 3 Luglio. Anche otto persone processate nell’ambito del caso KCK di Ağrı sono state rilasciate ieri, in seguito all’udienza presso la Quarta Alta Corte Penale di Erzurum. Otto dei ventuno rappresentanti politici kurdi processati nel caso erano agli arresti dal momento dell’operazione KCK, effettuata il 29 Maggio 2012 nel distretto di Doğubeyazıt (Ağrı). Tra le persone rilasciate vi sono membri del BDP, del DTK e del TUYAD-DER. Il processo è stato aggiornato al 13 Maggio. ANF Mersin

lunedì 15 aprile 2013

Öcalan: il nostro lavoro sarà reso pubblico in pochi giorni

www.uikionlus.com - In una conferenza stampa, tenutasi presso l’ufficio del BDP di Istanbul in seguito alla visita ad Abdullah Öcalan effettuata oggi, i deputati del BDP BDP Sırrı Süreyya Önder e Pervin Buldan hanno dichiarato che il leader kurdo invierà una lettera al popolo della Turchia nei prossimi giorni. Il deputato di Istanbul Sırrı Süreyya Önder ha trasmesso la breve dichiarazione di Öcalan: “Stimato popolo delle Turchia, il processo per la ricerca della pace e della soluzione democratica che stiamo attraversando sta prendendo in considerazione ogni sensibilità. Sto lavorando duramente per garantire che il clima non-conflittuale che stiamo raggiungendo possa diventare permanente e che il processo di ritiro possa iniziare. Posso dire che attualmente abbiamo raggiunto un punto promettente. Entro pochi giorni condivideró con il popolo della Turchia il lavoro che abbiamo intrapreso in merito. Nell’esprimere la mia gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito al processo per una soluzione democratica, saluto tutte le persone fiduciose nel raggiungimento di una pace equa, democratica e giusta”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Önder ha detto che Öcalan effettuerà la sua dichiarazione dopo aver intrapreso una valutazione finale della lettera che ha recentemente ricevuto dal KCK (Unione delle Comunità Kurde). Önder ha sottolineato di non avere nessuna informazione in merito ai dettagli del ritiro. ANF Istanbul